Discinesie Ciliari e Malattie Respiratorie Croniche nel bambino:
dalla diagnosi differenziale alla qualità della vita

14 Marzo 2008 : PRIMA SESSIONE - SECONDA SESSIONE - TERZA SESSIONE - QUARTA SESSIONE
15 Marzo 2008 : PRIMA SESSIONE - SECONDA SESSIONE - TERZA SESSIONE


IL BAMBINO CON MALATTIA RESPIRATORIA CRONICA:
INTERAZIONE CON L'AMBIENTE


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MECCANISMI DIFENSIVI DELL'IMMUNITA' MUCOSALE
(G. Marseglia - PAVIA)

Il prof. Marseglia ha illustrato i meccanismi dell'immunità mucosale a livello delle vie aeree, che sono le esposte alle aggressioni da parte di agenti patogeni esterni, in particolare nel bambino per le sue caratteristiche anatomiche e per l'immaturità del suo sistema immunitario, soprattutto nelle prime età della vita.
I meccanismi difensivi dell’albero bronchiale hanno il compito di mantenere l’ambiente respiratorio nelle condizioni ottimali. La prima linea di difesa è rappresentata dall’apparato mucociliare, dagli enzimi che aggrediscono direttamente e in maniera aspecifica i microorganismi estranei, dall’Interferon che protegge le cellule bronchiali dall’insulto dei virus, dalla transferrina bronchiale che chela il ferro sottraendolo all’utilizzazione da parte dei batteri.
La seconda linea di difesa è costituita dalle IgA secretorie, disposte in uno strato sulla superficie dl muco, pronte ad aggredire in maniera specifica gli antigeni microbici.
Il terzo livello difensivo è rappresentato dalla produzione locale di altre classi di immunoglobuline. E’ infine da ricordare come a livello alveolare, a differenza che a livello tracheobronchiale, assuma particolare importanza il ruolo dei macrofagi alveolari: questi, oltre a provvedere direttamente all’eliminazione dei batteri, svolgono una determinante funzione di “sentinella immunologica” a livello alveolare, consentendo l’applicazione della risposta difensiva

N.d.R


I VIRUS
(F. Maggi - PISA)

Le tecniche molecolari hanno portato negli ultimi anni all'identificazione di nuovi virus con spiccato tropismo per l’apparato respiratorio. I virus respiratori emergenti sono 3.
Metapneumovirus: nei bambini molto piccoli, negli immunocompromessi e negli anziani  possono determinare gravi forme di bronchiolite e/o polmonite, specie se associati ad altri virus.
Anellovirus: in particolare il suo prototipo Torquetenovirus (TTV) viene considerato un “virus orfano” in attesa di essere associato ad eventuali patologie che potrebbero svilupparsi anche dopo lunghi periodi di incubazione. L’osservazione che i livelli di TTV correlano con l’alterazione degli indici spirometrici fa pensare ad un loro possibile ruolo nell’Asma.
Bocavirus: è stato riscontrato nel 5% delle patologie respiratorie acute a probabile eziologia virale ma la sua identificazione è difficile in quanto affidata esclusivamente all’indagine molecolare.

A cura della Professoressa A. Battistini


I BATTERI
(S. Esposito - MILANO)

Nella Discinesia Ciliare Primitiva il deficit della clearance muco ciliare fa si che i batteri inalati restino più a lungo a contatto con la mucosa bronchiale (circa 1 settimana) riuscendo così più facilmente a moltiplicarsi e a creare un danno. Quando l’infezione persiste le tossine prodotte da alcuni patogeni danneggiano le cellule dell’epitelio bronchiale provocando una discinesia ciliare secondaria. I batteri che svolgono un ruolo determinante  nelle discinesie ciliari sono: Streptococcus Pneumoniae, Haemophilus influenzae non tipizzabile, Pseudomonas Aeruginosa e Staphylococcus aureus.
Fondamentale è quindi la prevenzione con i vaccini anti-pneumococchi meno quella per  H influenzae in quanto specificamente attivo sul tipo b.
Determinante è la terapia antibiotica mirata al fine di evitare la selezione di ceppi batterici resistenti.
In discussione si è parlato del ruolo dei macrolidi anche perché nella relazione si era accennato ad un possibile coinvolgimento del Mycoplasma pneumoniae nelle malattie respiratorie croniche del bambino. Secondo la  relatrice un macrolide è indicato come antibiotico di prima scelta nella polmonite del bambino  anche sotto i 4 anni. Questo approccio non è giustificato  perché da un lato l’infezione da Mycoplasma è rara anche nel bambino in età scolare, dall’altro l’agente infettivo in assoluto più frequente nelle polmoniti (lo pneumococco) è nel 40% dei casi  resistente ai macrolidi, percentuale che sale al 60% nel bambino in età prescolare. L’uso del macrolide nella polmonite non solo ha pochissime probabilità  di colpire un Mycoplasma ma è completamente inutile nel 40-60 % dei pazienti e in più rischia di creare nuove resistenze.

A cura della Professoressa A. Battistini


I POLLUTTANTI
(M. Baldini - PISA)

Il Dott. Baldini ha illustrato il rapporto tra inquinamento dell’aria e malattie respiratorie, ponendo l'accento sull'inquinamento outdoor, che deriva per lo più dalle attività umane di tipo mobile (ad es. traffico autoveicolare leggero e pesante, traffico aereo) o fisso (ad es. impianti industriali, centrali elettriche) e che comprende l'emissione di monossido di carbonio (CO), di ossidi di azoto (NOx), di composti organici volatili (VOCs), nonchè metalli pesanti come cadmio, zinco e mercurio, prodotto anche dall’incenerimento dei rifiuti domestici. Il particolato (PM) è invece una miscela di particelle solide e di gocce liquide sospese nell’aria, che variano nella dimensione, composizione e concentrazione. Il PM è generalmente classificato in base alla dimensione. Si parla di PM10 per indicare particelle dal diametro medio aerodinamico < 10 micron e di PM2,5 per le particelle “fini” dal diametro medio aerodinamico < 2,5 micron. Lo stress ossidativo sembra essere il comune denominatore degli effetti nocivi degli inquinanti ambientali e alcuni studi preliminari sembrano indicare che la supplementazione con antiossidanti possa essere di qualche beneficio.

N.d.R


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