Ultrastruttura e Funzione delle ciglia dell'epitelio respiratorio
L’epitelio ciliato riveste la mucosa in tutte le varie porzioni delle vie
respiratorie compresi i
seni paranasali, la
tuba uditiva e l’orecchio medio.
Attività ciliare e muco bronchiale costituiscono un’unità funzionale detta
clearance muco-ciliare che contribuisce alle difese dell’apparato
respiratorio in quanto meccanismo responsabile del normale trasporto del
muco e della conseguente eliminazione dalle vie respiratorie di particelle
di polvere, cellule morte, batteri e virus inalati ed in esso inglobati e
quant’altro possa danneggiare l’apparato respiratorio. Condizioni essenziali
per un’efficace clearance muco-ciliare sono la composizione ottimale del
muco (glicoproteine, proteoglicani e lipidi) ed una valida attività ciliare.
In condizioni normali il muco si organizza sulla superficie delle vie aeree
in 2 strati a diversa viscosità, che vengono spostati verso l’orofaringe dal
movimento delle ciglia presenti all’apice delle cellule dell’epitelio
respiratorio.
Circa l’80% delle cellule presenti nell’epitelio respiratorio sono ciliate,
mentre circa il 20% è rappresentato da cellule secernenti muco.
Ciascuna cellula ciliata presenta sulla sua superficie apicale circa 200-250
ciglia, il cui diametro è di circa 250 nm. La lunghezza delle ciglia varia
da 5 a 8 μm riducendosi man mano che si procede verso la periferia
dell’albero bronchiale. Le ciglia dell’epitelio respiratorio sono dotate di
movimento, attraverso il quale provvedono al drenaggio verso l’esterno del
muco presente nelle vie aeree e di norma battono ad una frequenza di circa
12 Hz, almeno a livello nasale.
Fino a pochi anni fa si è ritenuto che il battito ciliare di norma fosse
asimmetrico e caratterizzato da un movimento in avanti su un piano
verticale, relativamente rigido, capace di produrre uno spostamento di muco,
seguito da un movimento di ritorno con una flessione su un piano verticale
ed orizzontale che non riporta il muco all'indietro.

Battito ciliare normale: movimento a frusta
Battito ciliare normale senza recupero sul piano obliquo, Chilvers MA,
Rutman A, O'Callaghan C, JACI 2003
Le ciglia della stessa fila, inoltre, battono in modo sincrono, mentre
quelle della fila contigua battono nella stessa direzione (allineamento
ciliare) e nella medesima fase (coordinazione ciliare), ma con un piccolo
ritardo che fa assumere al movimento la tipica forma ad onda metacronale,
paragonata ad un campo di grano battuto dal vento.

Onda metacronale
In sezione trasversale il ciglio appare costituito da una complessa struttura centrale detta assonema, formata da 9 coppie periferiche di microtubuli + 2 microtubuli centrali singoli. Tale nucleo centrale è immerso nella matrice citoplasmatica, a sua volta delimitata da una membrana che rappresenta un’estroflessione della membrana plasmatica della cellula.

Ultrastruttura dell’assonema ciliare
I microtubuli sono lunghi tubi cavi di natura proteica del diametro esterno
di 25 nm. Sono formati da dimeri della tubulina, polipeptide presente in
forma di subunità globulari (α e β), ciascuna composta da circa 450
aminoacidi. I dimeri di tubulina (α e β) allineati in successione formano
dei protofilamenti i quali si affiancano e si dispongono intorno ad una
cavità centrale dando origine ai microtubuli. Nei protofilamenti i dimeri α
e β sono sfalsati tra loro in modo che la tubulina α di un dimero è in
contatto con la tubulina β di quello vicino. Ogni coppia periferica di
microtubuli è costituita da una subfibra A e da una subfibra B. La subfibra
A è un microtubulo completo che in sezione trasversale è formato da 13
protofilamenti, la subfibra B è un microtubulo incompleto ed è formato da 11
protofilamenti. I microtubuli centrali sono anch’essi formati da 13
protofilamenti di tubulina.
Il processo che porta alla formazione dei microtubuli in vitro avviene
spontaneamente in presenza di GTP, mentre in vivo esistono centri di
organizzazione che forniscono una base da cui i microtubuli possono
accrescersi: i corpuscoli basali, che agiscono come stampo per disporre i
microtubuli a coppie con il pattern 9+2.
Il corpuscolo basale è una struttura cilindrica posta nella porzione apicale
del citoplasma della cellula ciliata che contiene un anello di 9 triplette
di microtubuli (A,B,C) e ogni tripletta contiene un microtubulo completo (A)
fuso con altri due incompleti (B e C). I microtubuli periferici
dell’assonema, si continuano in quelli del corpuscolo basale e a questo
livello a ciascuna coppia si aggiunge un terzo microtubulo incompleto,
mentre si ha l’arresto della coppia centrale 1µ sopra la superficie
cellulare. Come nell’assonema, anche nel corpuscolo basale esistono legami
proteici di stabilizzazione, in particolare tra la subfibra A di una
tripletta e la subfibra C di quella vicina. Inoltre un “basal foot” si
proietta dal corpuscolo basale nella direzione del battito ciliare.
L’assetto 9+2 dei microtubuli dell’assonema si modifica anche nella porzione
apicale del ciglio dove le coppie periferiche perdono progressivamente un
microtubulo (subunità B) ed altre strutture quali, ad esempio, la coppia
centrale ed i bracci di dineina.
I microtubuli che compongono l’assonema vengono stabilizzati da proteine (MAPs:
microtubule associated proteins), la più conosciuta delle quali è la
dineina. Le molecole di dineina sono organizzate a formare coppie di bracci,
interno ed esterno, che in senso antiorario, se osservati dalla base del
ciglio, sporgono dalla subfibra A di una coppia alla subfibra B della coppia
adiacente a intervalli regolari di 24 nm. Nell’assonema la dineina
costituisce un grande complesso macromolecolare composto da 9-12 subunità di
dimensioni diverse. Il braccio esterno, correlato con la frequenza del
battito, è formato da 2 subunità α e β, catene pesanti (450.000-400.000 D)
che possiedono attività ATPasica e formano le teste globulari del complesso,
da 2 o più catene intermedie e da 4-8 subunità più piccole, le catene
leggere che, determinano l’ancoraggio del complesso dineinico alla
superficie del microtubulo della subfibra A. I bracci interni di dineina,
che invece influenzerebbero la forma del battito, hanno una struttura di
base essenzialmente simile a quella degli esterni, ma sembrano esistere in
tre distinti tipi che contengono isomeri diversi di dineina.
Altre proteine accessorie sono la tectina simile ai filamenti intermedi, di
2-3 nm. di diametro che scorre internamente ai microtubuli tra le molecole
di tubulina e sembra che contribuisca a formare la parete condivisa tra le
subfibre A e B stabilizzandone la struttura; la nexina che, a intervalli di
86 nm, forma legami dalla subfibra A alla subfibra B delle coppie
periferiche di microtubuli, simili a fasce intorno all’intero assonema
paragonabili ai cerchi di un barile; i raggi o razze o ponti radiali che
sporgono da ogni coppia con una periodicità di 29 nm. e terminano con la
parte globulare vicino alla guaina interna, connettendo quindi ogni coppia
periferica a quella centrale ed infine la guaina interna formata da sottili
bracci proteici, le proiezioni, che sporgono con una periodicità di 14 nm
dal paio di tubuli centrali e sono incurvati intorno ad essi quasi a formare
un anello. Quest’ultima interviene, con i raggi e la nexina, nella
regolazione della forma del battito ciliare.
Si è dimostrato sperimentalmente che il movimento ciliare non dipende dalla
presenza del corpuscolo basale, né da quella della membrana plasmatica
poiché l’assonema isolato è in grado di compiere movimenti di flessione se
immerso in una soluzione salina contenente ATP e ioni magnesio oppure
calcio. Inoltre esponendo assonemi isolati all’azione di enzimi proteolitici
che distruggono nexina e ponti radiali, ma lasciano intatti microtubuli e
dineina, in presenza di ATP (anche 10 µM) si osserva un allungamento
dell’assonema fino a 9 volte la lunghezza iniziale. Infatti i microtubuli
esterni scorrono l’uno sull’altro come gli elementi di un cannocchiale.
Sicuramente artefici del meccanismo di scorrimento sono quindi i bracci di
dineina: sperimentalmente nell’assonema nudo la loro assenza provoca
l’arresto del movimento. Questo ricompare con l’aggiunta di dineina e ATP.
In assenza di ATP, i bracci di dineina non occupano tutto lo spazio presente
tra una coppia e quella vicina e sono disposti a formare un angolo retto
rispetto ai microtubuli. In presenza di ATP, invece, prendono contatto con
la coppia adiacente e modificano il loro orientamento dirigendosi verso il
basso in direzione del corpuscolo basale. Poiché la dineina è un’ ATPasi,
con l’idrolisi dell’ATP ogni braccio di dineina genera una forza che agisce
in modo da spostare verso l’apice del ciglio la coppia di microtubuli
adiacenti con cui prende contatto. Se tutti i bracci si attivassero nello
stesso momento, l’assonema si avvolgerebbe a formare un’elica stretta, per
cui è proprio la loro attivazione asincrona a permettere il tipico movimento
a frusta del ciglio che è l’unico efficace dal punto di vista fisiologico.
In presenza di nexina e di ponti radiali, che offrono punti fermi di
ancoraggio, il movimento di scorrimento si trasforma in movimento di
flessione.
Da studi effettuati su un’alga unicellulare provvista di 2 flagelli (Chlamidomonas)
sembra che in condizioni di riposo l’attivazione dei bracci di dineina sia
inibita da altre proteine e che il segnale trasmesso dai raggi e dalla
guaina interna tolga questa inibizione promuovendo l’attivazione organizzata
dei bracci di dineina lungo il flagello.
