Attualmente non sono disponibili trattamenti specifici in grado di
correggere la disfunzione ciliare che è alla base delle manifestazioni
presenti nella Discinesia Ciliare Primaria, pertanto il nostro
intervento dovrebbe essere finalizzato a rimuovere le secrezioni, che
ristagnando nelle vie aeree favoriscono il ripetersi di processi
infettivi responsabili sia del danno strutturale che del decadimento
della funzione respiratoria e quindi della progressione della malattia.
L'accumulo delle secrezioni infatti incrementa la resistenza al flusso
aereo e il lavoro respiratorio, essendo potenzialmente causa di
iperinsufflazione e/o atelectasia, maldistribuzione della ventilazione
ed alterazione del rapporto ventilazione/perfusione. Inoltre facilita la
moltiplicazione dei germi che con le risposte infiammatorie da parte
dell'ospite determinano il rilascio di enzimi proteolitici che
danneggiano l'epitelio della parete delle vie aeree.
Risulta quindi di primaria importanza l'applicazione di misure
fisioterapiche che si propongano di favorire la clearance delle vie
aeree con effetti antiostruttivi e di ritardo del danno tissutale.
Un ulteriore beneficio della fisioterapia respiratoria sarebbe poi
quello di migliorare l'accesso alla superficie mucosa dei bronchi con
una più ampia penetrazione dei medicamenti utilizzati per via inalatoria.
In particolare è importante procedere alla disostruzione delle alte vie
aeree attraverso una toilette accurata delle fosse nasali
con l'impiego
di lavaggi a base di soluzioni saline. A questo scopo sarà necessario
che esse siano erogate con una leggera pressione, alternativamente nelle
due narici, dopo aver reclinato posteriormente il capo del bambino
mantenuto in posizione ortostatica. Le secrezioni rese più fluide devono
poi essere rimosse con un apposito aspiratore se il bambino non è in
grado di eliminarle spontaneamente. Per raggiungere questo obiettivo
sarà opportuno insegnare al bambino, quando possibile, a soffiarsi
correttamente il naso e cioè una narice per volta (premendo la controlaterale) a bocca chiusa. E' poi consigliabile non soffiare
energicamente il naso per non favorire la disseminazione delle
secrezioni nei seni paranasali o l'ostruzione delle tube. Un metodo
alternativo, da ritenere sicuramente più pratico ed efficace, è
rappresentato dall'impiego di appositi strumenti (Rinowash, Rinoflow)
che, consentendo di eseguire docce nasali micronizzate, favoriscono il
drenaggio anteriore delle secrezioni.
Utile è l'impiego del drenaggio posturale che mira ad
ottenere la mobilizzazione e il trasporto delle secrezioni utilizzando
la forza di gravità. A tale scopo il bambino viene posizionato in
modo da drenare ogni segmento o gruppo di segmenti polmonari interessati
dal ristagno di muco, utilizzando nel bambino più grande un piano rigido
opportunamente inclinato o tenendo il lattante semplicemente sulle
ginocchia (Fig.1). Tali posizioni sono state stabilite sulla base
dell'esperienza ed in considerazione dell'anatomia dell'albero
bronchiale. Il muco viene quindi sollecitato da percussioni e vibrazioni esercitate
sulla parete toracica. Le prime, ottenute con la mano atteggiata a
piccola o grande coppa (in modo che una quantità di aria attenui il
contatto tra il palmo della mano e la superficie toracica) (Fig.2) determinano uno scollamento delle secrezioni dalle pareti bronchiali. Le vibrazioni, ottenute applicando le mani sulla parete toracica
durante la fase espiratoria, vengono utilizzate allo stesso scopo e in
associazione con le precedenti (Fig.3). Va comunque sottolineato che
mentre il valore terapeutico del drenaggio posturale è stato stabilito
da studi eseguiti in pazienti adulti, non è ancora accertato quanto
questi risultati possano essere riprodotti in età pediatrica, sebbene
l'esperienza clinica deponga per una sua efficacia. Vi è da ritenere
infatti che la mancanza di risultati derivi soprattutto dalla difficoltà
di un accurato monitoraggio degli eventuali progressi sul piano clinico
dei piccoli pazienti.
Ad ogni modo, è stato documentato che il drenaggio posturale è in grado
di migliorare la funzione polmonare. Anche riguardo alla
efficacia delle percussioni mancano studi conclusivi, ma l'esperienza in
età pediatrica appare essere più positiva facendo supporre una perdita
progressiva del suo valore terapeutico con l'incremento dell'età.


Figura 1 (a sinistra): Drenaggio posturale nel
bambino piccolo.
(Terapia Fisica Respiratoria – Centro Regionale Fibrosi Cistica,
Verona 1981)
Figura 3 (a destra): Manovra per eseguire la
vibrazione.
(Terapia Fisica Respiratoria – Centro Regionale Fibrosi Cistica,
Verona 1981)

Figura 2: Atteggiamento della mano per eseguire la percussione. (Terapia Fisica Respiratoria – Centro Regionale Fibrosi Cistica, Verona 1981)
Per mobilizzare le secrezioni soprattutto nei distretti bronchiali più
centrali è possibile inoltre un impiego opportuno della
tosse posta
sotto il controllo della volontà. Infatti, se i colpi di tosse
vengono eseguiti in sequenza sono in grado di drenare porzioni sempre
più distali delle vie aeree, determinandone una spremitura progressiva. In tal modo il punto di egual pressione, ovvero il punto in cui la
pressione all'esterno del bronco (pressione pleurica) uguaglia quella
all'interno (pressione pleurica più pressione elastica), col procedere
della espirazione, si sposta verso la periferia e con esso il punto di collabimento (Fig.4
- Battistini A, 1984). Tuttavia va sottolineato che la
tosse non è in grado di drenare le piccole vie aeree poiché il flusso di
aria e quindi il potere espulsivo della tosse è inversamente
proporzionale al calibro globale delle stesse e alla periferia la
superficie di sezione di tutte le vie aeree supera di gran lunga quella
delle prime diramazioni bronchiali.
Nel bambino più grande può essere applicata con successo anche la
tecnica della espirazione forzata (FET) facendo eseguire una
inspirazione di volume medio ed una espirazione forzata attraverso la
glottide aperta (huff) o semichiusa. Tale tecnica utilizza
quindi i flussi aerei espiratori per mobilizzare e trasportare le
secrezioni, applicando come nel caso della tosse le conoscenze relative
alla fisiologia della espirazione forzata. Purtroppo, però, anche in
questo caso la sua efficacia nel rimuovere le secrezioni si riduce
progressivamente dalle vie aeree centrali a quelle periferiche. Può
inoltre essere impiegata la PEP Mask che, utilizzando il respiro
diaframmatico, prevede una espirazione contro resistenza, attiva ma non
forzata, fino alla capacità funzionale residua dopo un'inspirazione
maggiore del volume corrente, in modo da ottenere un prolungamento della
fase espiratoria. Si ritiene che tale manovra possa determinare
una onda pressoria di ritorno in grado di mantenere pervie vie aeree
instabili. Questa teoria è sostenuta dalla recente dimostrazione di una
marcata attenuazione della compressione dinamica delle vie aeree.
Si comprende quindi perché la PEP Mask trovi impiego nel trattamento di
pazienti con malattia polmonare di tipo ostruttivo complicata da
instabilità delle pareti delle vie aeree come in presenza di
bronchiectasie. La terapia con la PEP Mask è in grado inoltre di
facilitare la mobilizzazione espiratoria del muco mediante l'incremento
di flussi aerei collaterali verso distretti precedentemente non
ventilati, le cui vie aeree siano ostruite da secrezioni (Fig.5 - Costantini D, Brivio A, 1997).

