La Diagnosi di Discinesia Ciliare Primaria
(Tutti gli esami descritti possono essere eseguiti presso il nostro Centro)
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Quando sospettare la DCP
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I test di screening
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I test diagnostici
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Le colture cellulari
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Le indagini genetiche
Quando sospettare la DCP ^torna
su^ I bambini
con DCP possono essere asintomatici alla nascita, ma frequentemente
presentano
distress
respiratorio già nel periodo neonatale. Essi tendono
a presentare precocemente infezioni ricorrenti delle vie aeree
inferiori, per cui la tosse catarrale è spesso il sintomo preminente, e a
sviluppare
bronchite
cronica che nel corso degli anni può progredire
verso la formazione di
bronchiectasie. ELEMENTI CLINICI
INDICATIVI PER DCP Tabella I
Come confermare il
sospetto clinico ^torna
su^ Nei casi in cui è presente un fondato sospetto e siano state escluse
altre cause compatibili con il quadro clinico (per es.,
fibrosi cistica,
deficit immunitari), alcune semplici indagini di screening possono
risultare utili ai fini di un indirizzo diagnostico. Per la diagnosi di
certezza è tuttavia necessario completare gli accertamenti con indagini
più sofisticate.
I test di screening Valutazione del trasporto muco-ciliare Determinazione dell’ossido nitrico nasale Analisi dell’attività ciliare
Brushing nasale Tuttavia è necessario osservare tutta una serie di accorgimenti, in
quanto, di fatto, il momento del campionamento è cruciale per la buona
esecuzione delle valutazioni successive.
Nella DCP abitualmente si osservano valori di frequenza del battito
ciliare estremamente bassi se non addirittura la presenza esclusiva di
ciglia immobili. - 1. “a frullino”, caratterizzato da una rotazione multiplanare della
porzione intermedia del ciglio, mentre l’apice e la base rimangono sullo
stesso piano; Il tipo di movimento o la presenza di ciglia immobili
viene giudicata significativa se è osservata in almeno il 40% dei campi
microscopici. Tali difetti del pattern motorio sono stati correlati,
anche se non sempre, con specifiche alterazioni della ultrastruttura
ciliare. La DCP può essere inoltre dovuta alla perdita del normale
orientamento ciliare con alterazione dei reciproci rapporti tra le
ciglia che determina la mancanza di sincronismo nel movimento.
Nell'immagine a sinistra: assenza dei bracci interno
ed esterno di dineina e della coppia centrale (Dott.ssa Angela
Cangiotti - Ancona) Lo studio ultrastrutturale di un numero sempre più
vasto di casi ha permesso di evidenziare accanto a quelle congenite,
tutta una serie di alterazioni secondarie, aspecifiche, strettamente
correlate allo stato di
flogosi, presenti fino a un 10% anche nelle
ciglia di soggetti normali ed in percentuale maggiore nei vari tipi di
patologia acquisita, sia acuta che cronica, dell’apparato respiratorio
(discinesie ciliari secondarie; DCS).
Le colture cellulari ^torna
su^ Nei casi in cui la diagnosi di Discinesia Ciliare
Primaria risulti particolarmente complessa a causa di un esame ultrastrutturale
non conclusivo e un esame dell'attività
ciliare influenzato da una importante
flogosi persistente a livello delle cavità
nasali, viene da noi proposta
una rivalutazione a distanza di tempo e nelle migliori condizioni possibili, dopo
un trattamento farmacologico e fisioterapico mirati (Fig. 10).
Iter diagnostico utilizzato nei casi di difficile
inquadramento
Le indagini genetiche ^torna
su^
(Dott.ssa Angela Michelucci e Dott.ssa Maria Elena Conidi - U.O. Citogenetica e Genetica
Molecolare - Direttore: Dott. Paolo Simi - Dipartimento Materno Infantile
- Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana)
Sulla base delle indicazioni fornite dagli altri esami "diagnostici",
viene eseguita l'analisi mutazionale dei seguenti geni responsabili
della DCP:
Sono inoltre frequenti
otite media ricorrente,
sinusite cronica e
poliposi nasale. In questi bambini di solito sono presenti secrezioni
muco-purulente nelle cavità nasali e sono comuni ostruzione nasale,
rinorrea, gocciolamento di muco dalle fosse nasali posteriori sul
retrofaringe ed
anosmia. I maschi sono quasi sempre infertili, avendo un
numero normale di spermatozoi ma con alterata motilità. Le femmine
invece abitualmente sono fertili nonostante il possibile danno della
funzione ciliare a livello delle
tube di Falloppio.
In generale, comunque, le caratteristiche cliniche della DCP non
differiscono da quelle riscontrate in pazienti con patologia
respiratoria cronica in cui le alterazioni ciliari che spesso si
riscontrano sono tipicamente secondarie.
Tuttavia, alcuni elementi clinici vanno opportunamente valorizzati ai
fini diagnostici (Tabella I).
La diagnosi è certamente più facile quando è presente una malrotazione
dei visceri interni, con destrocardia e situs inversus addominale o
totale, condizione che si realizzerebbe per la mancata influenza del
movimento delle ciglia embrionali nell’abituale distribuzione
asimmetrica degli organi interni.
Del resto, recentemente, è emerso quanto il problema della diagnosi
precoce di questa condizione patologica, sebbene rara, sia rilevante
dalla osservazione di una sua elevata incidenza (5.6%) nei bambini con
infezioni respiratorie ricorrenti e dalla dimostrazione di un
progressivo deterioramento della funzione polmonare che appare tanto
maggiore quanto più tardiva è la diagnosi e l’istituzione di un adeguato
trattamento. Siamo, inoltre, consapevoli che la clearance muco-ciliare
può anche essere compromessa, come abbiamo già detto, dall'esposizione
ad agenti fisici o chimici (danno ossidativo, danno da pollutanti) e
biologici (noxae infettive quali il Virus Respiratorio Sinciziale, l’Adenovirus
tipo I, l’Haemophilus influnzae, la Chlamydia pneumoniae), per cui è
necessario che venga posta una accurata diagnosi differenziale tra
patologia ciliare primaria e secondaria.
- Distress respiratorio neonatale in
nati a termine (senza altra causa)
- Rinite persistente a esordio
neonatale
- Situs viscerum inversus
- Tosse catarrale persistente
- Otiti ricorrenti
- Otorrea prolungata dopo inserzione
di tubo trans-timpanico
- Bronchiectasie senza causa
definita
- Bronco-ostruzione ricorrente
refrattaria al trattamento antiasmatico
- Uso frequente di antibiotici per
problemi respiratori
- Si basa sulla valutazione del tempo che intercorre tra il
posizionamento di una determinata sostanza a livello del turbinato
nasale inferiore e la rilevazione della stessa nel cavo orofaringeo,
attraverso la percezione del sapore da parte del soggetto o
l'osservazione del colore della sostanza medesima.
- Un approccio più obiettivo alla valutazione del trasporto muco-ciliare
nasale in vivo utilizza la scintigrafia con tecnezio-99. Una goccia di
una sospensione di particelle colloidali marcate con tecnezio-99 viene
posta circa 1 cm al di dietro della giunzione mucocutanea della cavità
nasale sul turbinato inferiore o lungo il pavimento laterale. Il
movimento della radioattività è registrato mediante gamma camera, posta
ipsilateralmente alla narice in cui è stato posizionato l’isotopo, con
immagini ottenute ogni 30 secondi per un periodo di 10 minuti. Questo
test, a differenza del precedente, non richiede la collaborazione del
paziente non essendo influenzato dal pianto, dalla starnutazione e dalla
tosse. L’elevata sensibilità di questo test, che pure ha una bassa
specificità, consente di escludere la DCP quando risulta normale.
La determinazione dell’ossido
nitrico (NO) nasale può essere effettuata
fin dai primi mesi di vita. L’NO è prodotto fisiologicamente dalla
NO-sintetasi a livello del corpuscolo basale delle ciglia dell’epitelio
respiratorio e svolge un ruolo importante nella modulazione del battito
ciliare. Nella DCP i livelli di NO nasale sono tipicamente ridotti
(inferiori a 250 ppb).
È comunque opportuno ricordare che l’anormalità sia dei test
relativi al trasporto muco-ciliare sia della determinazione del NO nasale non è esclusiva della
DCP, in quanto valori alterati possono riscontrarsi anche in altre
condizioni patologiche (fibrosi cistica, rinosinusiti ecc.).
Poiché, come si è detto, le ciglia rivestono l'epitelio della mucosa
respiratoria dalle cavità nasali fino ai
bronchioli respiratori ed ogni
cellula epiteliale porta sulla sua superficie apicale circa 250-300
ciglia, nel bambino è conveniente evitare un eccessivo disagio eseguendo
il prelievo dei campioni da analizzare a livello dei turbinati nasali
inferiori, mediante uno spazzolino citologico come descritto da Rutland
e Cole. La tecnica del brushing nasale è, infatti, semplice,
poco invasiva e non richiede anestesia.
Innanzitutto, va ricordato che è preferibile prelevare la mucosa quando
il bambino è il più possibile in buona salute, ovvero lontano da
infezioni respiratorie o da riacutizzazioni di una patologia cronica, e,
per evitare interferenze, non abbia assunto farmaci da almeno 48 ore. il
campione di mucosa nasale viene considerato idoneo per le valutazioni
delle ciglia respiratorie poiché è stata dimostrata l’esistenza di una
correlazione statisticamente significativa tra le alterazioni
ultrastrutturali delle ciglia nasali e quelle osservate in campioni
prelevati negli stessi soggetti a livello bronchiale.
I campioni prelevati vengono quindi messi in sospensione in un mezzo di
coltura per la immediata valutazione al microscopio ottico ed una parte
di essi sarà eventualmente disponibile per l’esame ultrastrutturale al
microscopio elettronico a trasmissione. Quindi si procede ad una blanda
centrifugazione per 1 minuto allo scopo di ottenere la sedimentazione
del campione che sarà prelevato per l'osservazione diretta mediante una
pipetta Pasteur. A questo scopo viene utilizzato un microscopio ottico
dotato di contrasto interferenziale di fase secondo Nomarsky e di
obiettivo ad immersione. Il microscopio è connesso con una videocamera
digitale a colori che consente la ripresa in tempo reale delle immagini
ad elevato ingrandimento. Queste vengono inviate ad un elaboratore
digitale che consente di migliorarne la qualità di visualizzazione,
aumentando da 5-8 µm a 3-5 cm le dimensioni delle ciglia sul monitor. Le
immagini selezionate vengono quindi archiviate mediante
videoregistratore digitale ad una frequenza di 25 frames/sec per essere
successivamente analizzate a velocità ridotta.
Nella DCP sono state riscontrate diverse anomalie del pattern motorio:
- 2. “a metronomo”, caratterizzato da un movimento di tipo vibratorio in
cui le ciglia sono piegate solo nella loro metà distale e appaiono
rigide, muovendosi attraverso un arco ristretto su piani differenti;
- 3. “a cavaturaccioli”, caratterizzato da una rotazione bifasica a
spirale lungo l’asse maggiore del ciglio, con movimento nella porzione
distale e prossimale a differente velocità e movimento dell’apice e
della base attraverso un arco ristretto;
- 4. “di prensione dell’apice”, in cui il ciglio è piegato nel mezzo,
con metà inferiore rigida che si muove attraverso un arco molto stretto
e metà superiore mobile in cui il piegamento è seguito da un movimento
di rialzamento in avanti. Non vi è metacronicità delle onde e il
movimento avviene su piani diversi tra ciglia adiacenti;
- 5. “di sottile tremolio”, caratterizzato da un movimento che conserva
il proprio sincronismo, ma ad alta frequenza e di ampiezza molto
ridotta.
Altre anomalie del battito ciliare recentemente descritte sono:
- 1. “rigido movimento vibratorio”, caratterizzato da ciglia
virtualmente immobili, con movimento lento, occasionale e di bassa
ampiezza.
- 2. “rigido movimento su un piano”, caratterizzato da un movimento in
avanti ed indietro, di ampiezza ridotta;
- 3. “movimento rotazionale”, caratterizzato da un movimento circolare
intorno alla base ciliare.

Anomalie del pattern motorio ciliare:
A frullino, B metronomo, C
cavaturaccioli, D prensione dell’apice, E sottile tremolio
Per quanto riguarda gli aspetti morfologici evidenziati in contrasto di
fase assume importanza il rilievo di ciglia ispessite e di aree di
disepitelizzazione che di solito depone per la presenza di una
flogosi
in atto. L’analisi dell’attività e della morfologia ciliare eseguite con
la metodica descritta offrono indubbi vantaggi, quali la possibile
applicazione nel bambino non collaborante, la scarsa invasività
dell’indagine e la buona riproducibilità dei risultati, tuttavia queste
richiedono una strumentazione costosa ed appaiono tecnicamente complesse
per cui debbono essere eseguite da operatori esperti. Esiste comunque
sempre il rischio di incorrere in errori interpretativi per la possibile focalità delle alterazioni. L’analisi dell’attività ciliare in vitro con
la valutazione della frequenza del battito ciliare e del pattern di
movimento riveste un ruolo importante nell’iter diagnostico della DCP.
Infatti, se è vero che può rappresentare un’indagine di screening allo
scopo di individuare i soggetti da sottoporre ad esame morfometrico
ultrastrutturale delle ciglia dell’epitelio respiratorio, tale analisi è
anche essenziale per giungere ad una diagnosi di certezza. A questo
scopo nei soggetti con significative alterazioni del movimento ciliare,
nei quali non siano dimostrabili anomalie ultrastrutturali
patognomoniche per DCP, viene proposta la ripetizione dell’analisi
dell’attività ciliare in vitro dopo un prolungato periodo di trattamento
fisioterapico e farmacologico. La diagnosi di DCP potrà essere comunque
confermata mediante indagini relative al trasporto mucociliare in vivo
ed eventualmente attraverso la ripetizione dell’esame morfometrico
ultrastrutturale su campioni prelevati a livello tracheo-bronchiale.
Esame Ultrastrutturale delle ciglia dell’epitelio respiratorio
(Il campione viene inviato alla Dottoressa Angela Cangiotti, presso l'Azienda
Ospedaliero-Universitaria - Ospedali Riuniti di Ancona)
Una parte delle cellule poste nel mezzo di coltura dopo il prelievo
potrà essere utilizzata per l’esame ultrastrutturale al microscopio
elettronico a trasmissione.
Il materiale biologico dovrà, però, essere trattato nel modo seguente:
dopo aver tolto lentamente il sovranatante, si inclina leggermente la
provetta contenente il campione sedimentato e si aggiunge il fissativo (glutaraldeide
al 2% e paraformaldeide al 2% in tampone fosfato 0,15M) facendolo
scorrere lungo la parete per evitare che le cellule vengano ri-sospese.
È necessario, quindi, mantenere la provetta in frigorifero a 4°C per 1-2
ore. Dopo una fissazione di almeno 3 ore a 4°C, il materiale biologico
viene post-fissato in osmio tetrossido all’1% più ferrocianuro all’1%,
disidratato in alcool a gradazione crescente ed incluso in una miscela
di epon-araldite.
Per ogni prelievo vengono eseguite diverse sezioni semifini del
materiale biologico, colorate con blu di toluidina e osservate al
microscopio ottico. Le sezioni semifini sono di orientamento e servono
all’operatore per scegliere il campo migliore da osservare al
microscopio elettronico. Nel nostro caso il campo migliore è quello in
cui le ciglia sembrano essere orientate il più possibile in modo
trasversale poiché le sezioni utili per lo studio ultrastrutturale sono
quelle che interessano l’assonema nella sua porzione intermedia,
considerando che in quella prossimale e distale sono fisiologicamente
presenti modificazioni strutturali che ostacolano il giudizio
diagnostico.
Le sezioni fini vengono tagliate con Ultratome III LKB e quindi colorate
con piombo citrato per l’indagine ultrastrutturale. Tutte le sezioni
così ottenute sono studiate al microscopio elettronico a trasmissione (TEM:
Philips CM10, Philips EM208).
Le ciglia sono osservate e quindi fotografate, ad ingrandimenti iniziali
variabili da 45000 a 91000. I dati qualitativi e quantitativi relativi a
ciascun caso sono raccolti in un’apposita tabella delle lesioni ciliari.
Per effettuare un esatto inquadramento nosologico del caso in esame
riteniamo sia indispensabile studiare almeno 70 assonemi adeguatamente
sezionati, anche se abitualmente ne vengono esaminati molti di più (in
media 125 assonemi in 15 cellule ciliate).
Le anomalie ultrastrutturali caratteristiche di patologia ciliare
congenita, riviste da Afzelius nel 1987 ed universalmente confermate
dagli altri Autori, sono rappresentate da:
- 1. assenza dei bracci interno ed esterno di
dineina;
- 2. riduzione del numero dei bracci di dineina sia interno che esterno,
spesso del 50% circa;
- 3. accorciamento dei bracci esterni e possibile assenza di quelli
interni;
- 4. assenza dei soli bracci esterni;
- 5. assenza dei soli bracci interni;
- 6. assenza dei ponti radiali o solamente delle loro teste e/o assenza
della guaina centrale con conseguente decentramento dei microtubuli
centrali (difetto dei ponti radiali);
- 7. assenza o accorciamento dei microtubuli centrali e spostamento
della coppia n. 1 di microtubuli periferici al centro (trasposizione);
- 8. assenza dei legami di nexina, dei ponti radiali, dei bracci interni
di dineina, con conseguente perdita della disposizione circolare delle
coppie di microtubuli e “disorganizzazione” dell’assonema;
- 9. assenza dei microtubuli centrali e dei bracci interni di dineina;
- 10. presenza di una normale ultrastruttura delle ciglia in sezione
trasversale, che comunque si associa a una immobilità o ipermotilità
delle stesse con conseguente perdita della loro funzione di difesa. In
alcuni casi le ciglia hanno una lunghezza approssimativamente 2 volte il
normale;
- 11. assenza delle ciglia e dei relativi corpuscoli basali. In questo
caso le cellule ciliate possono essere sostituite da cellule provviste
di lunghi microvilli;
- 12. alterazione del normale orientamento delle ciglia. Infatti la
direzione della flessione sembra determinata dall’orientamento della
coppia centrale di microtubuli e lo sforzo attivo avviene nel piano che
passa tra i due.

Nell'immagine a destra: swollen cilia (Dott.ssa Angela Cangiotti -
Ancona)
Il pattern di queste lesioni è sostanzialmente diverso da quello
rilevato nelle forme congenite ed è rappresentato da:
- 1. swollen cilia, ciglia con aumento della matrice citoplasmatica
- 2. assonemi multipli, cioè ciglia che contengono più di un assonema
completo o incompleto all’interno di una singola membrana;
- 3. ciglia intracitoplasmatiche, cioè ciglia che si proiettano in
larghe cavità intracellulari;
- 4. alterazioni a carico delle coppie periferiche (una o più coppie
periferiche assenti o aggiuntive, uno o più microtubuli periferici
assenti o aggiuntivi);
- 5. dislocazione di una o più coppie periferiche;
- 6. microtubuli incompleti;
- 7. alterazioni delle coppie o dei microtubuli centrali (coppia o
microtubulo centrale assenti o aggiuntivi).
Tali alterazioni possono presentarsi singolarmente o variamente
associate nello stesso assonema.
Nel corso del tempo è stato infine dimostrata in un gruppo di soggetti
anche la possibile presenza di un pattern intermedio, con lesioni
ultrastrutturali tipiche della DCP, ma in bassa quantità, definito per
comodità di tipo “borderline”. Più propriamente tali soggetti presentano
una percentuale di elementi patologici superiore a quella riscontrata
nelle forme acquisite di
flogosi cronica ed un pattern ultrastrutturale
caratterizzato dalla presenza di alterazioni “specifiche” dei bracci di
dineina e/o della coppia centrale a distribuzione focale, associato ad
un numero variabile di lesioni secondarie, aspecifiche. Tale gruppo,
eterogeneo dal punto di vista clinico, verosimilmente comprende sia
soggetti con una maggiore predisposizione ad ammalarsi ed una minore
tendenza alla risoluzione del quadro clinico, sia soggetti con deficit
congenito parziale. La patologia della coppia centrale e della dineina,
infatti, secondo alcuni Autori, sarebbe compatibile anche con una
condizione di particolare gravità della flogosi.
La microscopia elettronica delle ciglia respiratorie riveste quindi un
ruolo essenziale nella diagnosi della DCP, soprattutto se viene eseguita
una valutazione quantitativa delle lesioni. Infatti, oggi sappiamo che
alterazioni abitualmente considerate di natura congenita, quali la
traslocazione, la trasposizione, l’aplasia ciliare e l’alterato
orientamento possono essere anche conseguenza di una flogosi cronica e
che l’adeguata interpretazione di tali quadri è possibile solo con il
ricorso ad un esame morfometrico.
L'adeguatezza delle indagini diagnostiche descritte è dimostrata dal
possibile riscontro di una correlazione tra alterazioni ultrastrutturali
e del movimento ciliare.

In
alternativa, recentemente, abbiamo impiegato a scopo diagnostico le colture delle cellule ciliate prelevate a livello dei turbinati nasali allo scopo di valutare le varie tappe della
ciliogenesi, ovvero la capacità di rigenerazione delle ciglia in un
ambiente privo di noxae patogene (in questi casi le cilia presentano alterazioni
della attività compatibili sia con la Discinesia Ciliare Primaria sia
con le forme secondarie ad aggressioni ambientali. Tale tipo di metodica
ha consentito di porre diagnosi di certezza in alcuni casi difficili da
classificare. Pertanto riteniamo che questa possa da un lato ridurre i
disagi del paziente, e dall'altro offrire agli operatori la possibilità
di porre diagnosi e di farlo più precocemente. 
- DNAI1, (20 esoni);
- DNAH5, (80 esoni);
- DNAH11, (82 esoni);
- TXNDC3 (18 esoni).

